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Non autosufficienza: per attuare il Piano servono risorse, servizi e confronto

È questa la posizione dello SPI CGIL, espressa nel corso della riunione del Cipa, il Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana, dedicata al nuovo Piano.

Il nuovo Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza può rappresentare un passo importante, ma per diventare realtà ha bisogno di risorse adeguate, servizi realmente esigibili e di una governance partecipata con il sindacato.
È questa la posizione dello SPI CGIL, espressa nel corso della riunione del Cipa, il Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana, dedicata al nuovo Piano.
La crescita della popolazione anziana e della domanda di cura rende indispensabile un incremento progressivo del Fondo per le Non Autosufficienze, a partire dalla prossima legge di Bilancio. Servono risorse per ridurre il peso economico e assistenziale che oggi grava in larga parte sulle famiglie.
Altrettanto importante è garantire servizi accessibili e concretamente esigibili. Vanno verificati i criteri di priorità per l’accesso alle prestazioni e il funzionamento delle Unità di valutazione multidimensionale e dei Punti unici di accesso previsti nelle Case di comunità.
I Livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps) devono diventare effettivi, sia per quanto riguarda la presa in carico sia per l’erogazione dei servizi: assistenza domiciliare, servizi di sollievo, strutture semiresidenziali e residenziali. L’obiettivo è garantire alle persone anziane il diritto di scegliere dove vivere e dove essere curate, sostenendo al tempo stesso le famiglie.
Per farlo è necessario rafforzare l’integrazione tra sociale e sanitario e il coordinamento tra Ministero della Salute, Regioni, Asl e Comuni. Restano inoltre da affrontare le tutele contributive e fiscali per assistenti familiari e caregiver e la revisione della Prestazione universale, che finora ha raggiunto una quota molto limitata delle persone anziane non autosufficienti.
«Il piano è molto ambizioso ma il punto fondamentale è che servono risorse», sottolinea Stefano Cecconi, segretario nazionale dello SPI CGIL. «Nei prossimi anni il nostro Paese dovrà dotarsi di un finanziamento sociale e sanitario mirato per affrontare la questione demografica anche dal punto di vista della non autosufficienza».
Per lo SPI CGIL è quindi decisivo il coinvolgimento delle parti sociali. «Una governance partecipata dal sindacato, a livello nazionale, regionale e territoriale, deve accompagnare l’attuazione del Piano», conclude Cecconi. «Altrimenti rischiamo di trovarci di fronte a un elenco di buone intenzioni sulla carta, con poche possibilità di essere tradotte in realtà».

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