Mi fermo qui. Anche l’immigrazione invecchia.
Liberetà pubblica i risultati di una ricerca promossa dal sindacato dei pensionati e condotta dalla Fondazione Di Vittorio sui migranti di origine straniera
Liberetà pubblica i risultati di una ricerca promossa dal sindacato dei pensionati e condotta dalla Fondazione Di Vittorio sui migranti di origine straniera
L'immigrazione in Italia sta cambiando profondamente, anche a causa dell'invecchiamento della popolazione straniera. Tra il 2010 e il 2024 il numero di migranti over 49 anni è cresciuto significativamente, passando da 460.000 a oltre 1,3 milioni. Questo fenomeno ha portato alla formazione di famiglie migranti multigenerazionali e all'invecchiamento degli immigrati, un gruppo emergente ma poco conosciuto, che necessiterebbe di politiche sociali specifiche.
È in questo contesto che si inserisce la ricerca "Mi fermo qui", realizzata dal sindacato dei pensionati della Cgil e dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio. Lo studio ha coinvolto in una serie di focus group 127 migranti in varie regioni italiane, con l'obiettivo di raccogliere testimonianze e capire i bisogni di questa fascia di popolazione.
“La domanda fondamentale – spiega il ricercatore Beppe De Sario - è stata: oltre ai dati e alle statistiche, quali storie, bisogni e aspettative esprimono i migranti maturi e anziani? In che modo ciò sollecita il sindacato dei pensionati e la Cgil a una risposta?” Per Tania Scacchetti, segretaria generale dello Spi Cgil, infatti, l’immigrazione non deve essere trattata come un’emergenza, ma come una questione permanente che riguarda anche il sindacato. E il sindacato dei pensionati della Cgil, attraverso il libro pubblicato dalla casa editrice LiberEtà, intende fare un passo avanti nell’ascolto e nel coinvolgimento dei migranti anziani, affinché diventino protagonisti della vita sociale e sindacale.